
La Normale è la prima Moto Guzzi di serie, entrata in produzione nel 1921 e rimasta in vendita finoal 1924. È equipaggiata con un motore monocilindrico con testa e cilindro in ghisa, raffreddatomediante alette radiali, con il pistone in alluminio, la biella d’acciaio e misure di alesaggio e corsasuperquadre (88 × 82 mm). Interessante la distribuzione a due valvole in acciaio al nichel stampato:sono contrapposte, con la particolarità che la valvola di aspirazione è laterale e quella di scarico intesta, a vantaggio del raffreddamento.
L’albero motore è in pezzo unico, con canali per la lubrificazione della testa della biella; per ridurrele dimensioni del carter, in alluminio, gli alberi del cambio sono sovrapposti e il volano è esterno.Pesa circa 8 kg, assicura un funzionamento regolare ed è un efficace filtro per le vibrazioni.Al posto della classica trasmissione primaria a catena c’è una coppia di ingranaggi a dentielicoidali; il cambio è a tre marce; l’albero motore è controrotante (ruota in senso opposto a quellodelle ruote), migliorando anche la lubrificazione poiché spinge l’olio nella parte superiore delmotore, zona dalla quale scende per gravità. La lubrificazione è semiautomatica, con una pompa dicarica azionata a mano. La potenza erogata è di circa 8 CV a 3.200 giri/min, che permette diraggiungere gli 80 km/h.
La componentistica è di alto livello, il meglio disponibile in Europa: carburatore Amac con registroper l’aria e il comando dell’acceleratore, inglese; sistema di accensione Bosch a magnete, tedesco;cuscinetti a sfere d’acciaio, svedesi, catena Renold e gomme Dunlop, entrambe inglesi.Il telaio è a doppia culla continua in tubi d’acciaio, senza ammortizzatori, ha la forcella aparallelogramma, le ruote da 26”; il freno è affidato al solo tamburo laterale posteriore a dueganasce e due camme (all’epoca l’anteriore era ritenuto pericoloso, a causa del fondo stradalespesso sterrato).
Viste le caratteristiche tecniche inconsuete per l’epoca e la qualità dell’allestimento, il nome“Normale” sembra risultare riduttivo. Ma c’è una ragione: per scoprirla occorre fare un passo indietro.
La prima Moto Guzzi è la GP (Guzzi-Parodi), ultimata nel 1919 e rimasta in forma di prototipo.Progettata da Carlo Guzzi attingendo alla sua esperienza di motorista, vanta soluzioni tecniche dialto livello. Oltre alle caratteristiche riprese nella Normale — rapporto alesaggio e corsasuperquadro, cambio in blocco col motore, albero motore controrotante, volano esterno, primaria aingranaggi… — la GP ha in particolare la distribuzione a quattro valvole in testa, comandate da unalbero a camme azionato da un albero verticale con coppie di ingranaggi conici, soluzioneestremamente sofisticata per l’epoca. Va ricordato che le maxi giapponesi resero popolare ladistribuzione a quattro valvole per cilindro negli anni Ottanta, circa 60 anni dopo.
Il motivo della semplificazione va attribuito a Emanuele Vittorio Parodi, padre di Giorgio Parodi efinanziatore dell’impresa. Pur apprezzando le qualità della GP, la giudicò eccessivamenteavveniristica per la produzione di serie e ordinò di optare per soluzioni più semplici, affidabili eindustrializzabili. Per questo la versione di serie fu chiamata “Normale”. Ma la GP era davvero“Super”