Il motorismo storico tra Trieste, Gorizia, Grado e l’area mitteleuropea

Nel territorio del nordest, Trieste occupa un posto speciale nella storia del motorismo europeo. Grazie alla sua posizione di crocevia tra il mondo italiano, quello mitteleuropeo e i Balcani, la città fu tra le prime dell’area ad accogliere l’automobile e la motocicletta come simboli di innovazione, progresso e passione sportiva. Già nei primi anni del Novecento, quando Trieste faceva ancora parte dell’Impero Austro-Ungarico, nacquero i primi club dedicati ai motori e vennero organizzate competizioni che richiamavano partecipanti da tutto il territorio imperiale.

Parlare della storia del motorismo a Trieste significa inevitabilmente parlare della Trieste-Opicina, una delle cronoscalate più antiche e prestigiose d’Europa. La prima edizione si disputò il 4 giugno 1911, in un periodo in cui la città apparteneva ancora all’Impero Austro-Ungarico e rappresentava il principale porto dell’Adriatico. Fu proprio il vivace ambiente imprenditoriale e cosmopolita della Trieste della Belle Époque a favorire la nascita della competizione, concepita come una celebrazione della modernità e del progresso tecnologico.

Il percorso della gara, lungo circa dieci chilometri, collegava il centro di Trieste con l’altopiano carsico, affrontando la spettacolare Strada Nuova per Opicina attraverso una sequenza di rettilinei veloci e curve impegnative. Un dettaglio curioso racconta bene il contesto storico dell’epoca: nel 1911 i concorrenti provenienti dal Regno d’Italia erano considerati “stranieri”, poiché Trieste apparteneva ancora all’Impero asburgico.

Dall’edizione del 1931 la gara automobilistica venne preceduta da una competizione motociclistica nata con la collaborazione tra l’Automobile Club Trieste ed il Moto Club Trieste, includendo quella che già dal 1920 era la “Trieste-Poggioreale”, gara che prevedeva diverse classi tra cui moto di diversa cilindrata, sidecar, motoleggere e persino biciclette a motore, la quale nel 1926 vide vincitore Ugo Prini con la sua Moto Guzzi.

“la Monza in salita”: sulle sue rampe si sfidarono alcuni dei più grandi nomi dell’automobilismo mondiale, tra cui Achille Varzi, Tazio Nuvolari, Clemente Biondetti, Ludovico Scarfiotti.

La gara terminò nel 1971, non per mancanza di interesse, ma perché il progresso tecnico aveva reso le vetture troppo veloci per un tracciato ormai circondato dall’espansione urbana. Inoltre, la chiusura della Strada Nuova per Opicina, principale collegamento tra Trieste e l’altopiano carsico, comportava crescenti problemi logistici e di sicurezza. La decisione di interrompere definitivamente la manifestazione arrivò anche all’indomani del grave incidente che coinvolse il pilota austriaco Herbert Jerich durante l’ultima edizione.

A custodire questa straordinaria eredità è il Club dei Venti all’Ora, fondato a Trieste nel 1961 da un gruppo di appassionati determinati a preservare la memoria del motorismo storico. Il Club è stato tra i pionieri italiani della valorizzazione dei veicoli storici e figura tra i soci fondatori dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI). La sua attività non si limita all’organizzazione di raduni, ma comprende la ricerca storica, il restauro conservativo dei veicoli, la divulgazione culturale e la promozione del patrimonio motoristico dell’area dell’Alpe Adria.

Andrea Sandrin Club dei Venti all’Ora